Films pour enfants

Poesia circolare

Italiano9-11 anni

Attività educativa attorno al cortometraggio Head

Obiettivi al termine delle attività

Comprendere un testo letterario e interpretarlo.

Produrre scritti vari appropriandosi delle diverse dimensioni dell'attività di scrittura.

Riscrivi in base a nuove istruzioni o evolvi il tuo testo.

Cultura letteraria: storie di creazione, creazione poetica.

Head
Aggiungi questo film ai tuoi preferiti e alla tua playlist

Head © Parquerama Studios

TitoloHead

TemaRobot

Genere e parole chiaveSurreale, auto, autobus, strada, aereo

Età (per film)9-11 anni

Durata02 min 25 s

RegiaM. Vigliano & D. Zaballa

MusicaAriel Gandoflo

ProduzioneParquerama Studios (Argentina, 2010)

Attività educative

Scrivi un testo basato sulla ripetizione.

Head è un perfetto esempio di oggetto visivo che sfrutta il repertorio della circolarità. Non è difficile immaginare esempi simili per l'arte della danza (dalla danza infantile ai dervisci rotanti), ancor meno per la musica (dai ritornelli alla musica ripetitiva). Per contro, a cosa corrisponderebbe questo per il testo?

Tradizionalmente a scuola impariamo a bandire le ripetizioni nell'espressione scritta, sia perché sono tratti distintivi della lingua orale, sia nell'idea che uno stile compiuto deve utilizzare tutte le variazioni lessicali e grammaticali della lingua francese. Tuttavia quest’ultima, nella poesia o nel romanzo, utilizza ampiamente i processi di ripetizione e loop, sia per scopi musicali che retorici, per supportare un'idea. (Esiste infatti una figura retorica che codifica proprio questo utilizzo: epanadiplosi.) Lavorare con i bambini sui processi di circolarità permette loro di misurare le latitudini nell'uso del linguaggio, di vederne le regole e i limiti come possibilità espressive piuttosto che come vincoli.

Proponiamo di lavorare a partire dall'uso generalizzato dei loop nella poesia di Christophe Tarkos (nato nel 1963, morto nel 2004), in particolare in Caisses (1998), che funge da inventario rispetto al processo. Se è complicato contestualizzare il suo lavoro per bambini di 9-11 anni, possiamo semplicemente notare che la sua poesia da un lato si sviluppa nell’improvvisazione e dall’altro si nutre (oltre alla tradizione delle avanguardie del XX secolo) del linguaggio quotidiano: conversazioni banali, discorsi mediatici, ecc. – che lo avvicina a movimenti di poesia parlata più popolari, come lo slam. L'obiettivo dell'attività sarà quello di distinguere diversi tipi di effetti di loop in queste poesie e di manipolarli per produrre un testo basato su un'idea/espressione iniziale fornita dall'insegnante.

Possiamo iniziare mettendo i bambini direttamente davanti a una poesia, facendogliela leggere ad alta voce per esempio (ma ognuno segue con il testo davanti a sé), e discutendo le loro prime impressioni. “C’è latte ovunque” (p. 9), “Su un cuscino su un divano” (p. 15), “Faccio del verde” (p. 17) o “La vita reale è avere una macchina” (p. 29) sono punti di partenza interessanti. Si tratta di evidenziare questa impressione che la poesia “giri in tondo”, che giri attorno a un tema, a una formula iniziale, che cerca di esaurire. Quindi presenta l'opera come scritta "alla maniera di" Christophe Tarkos in questa poesia.

Per la scelta del tema, dovresti proporre un oggetto o una situazione quotidiana molto comune, come nella poesia “C’è latte ovunque” (p.9) – ad esempio: “televisione”, “bicicletta”, “verdure verdi”, “borsa”… Possiamo anche proporre una formula già pronta, un’immagine piatta dall’uso, come nella poesia “Possiamo anche vivere in un villaggio” (p. 22) – ad esempio: “per avere successo devi lavorare”, “Gli amici sono importanti”, “Ogni giorno è più grande.”

Da lì, sono possibili diverse strade e metodi:

  • La raccolta Si tratta di chiedere ai bambini di annotare le frasi contenenti l'oggetto/situazione iniziale, man mano che si trovano intorno a loro (sentirle pronunciare, vederle scritte), in un periodo sufficientemente lungo da costituire un patrimonio di una cinquantina di occorrenze. Possono scriverli su un quaderno speciale. Le frasi devono essere diverse, ma possono differire solo per una parola. È meglio non fare ricerche specifiche (qualsiasi ricerca tenderebbe a

limitare la diversità) per sfruttare il caso e la diversità dei contesti linguistici. Da qui l'interesse a scegliere una parola iniziale molto comune. A partire da queste frasi il bambino organizza il testo, disponendole nell'ordine che preferisce ed eventualmente intervallando brevi frasi o parti di frasi per creare collegamenti. Vedi ad esempio “Il bell'uomo” (p. 61), o “Su un cuscino su un divano” (p. 13). Possiamo presentare l'opera come un modo per descrivere tutte le sfaccettature dell'oggetto. Possiamo anche trarre ispirazione dalle definizioni dei dizionari linguistici e dalle loro serie di citazioni.

Una variante “collettiva” di questo metodo consiste nel chiedere a ogni bambino della classe di trovare una frase, per poi elaborare insieme il testo disponendo queste diverse frasi.

  • La declinazione Si tratta di partire da una prima frase e di declinarla grammaticalmente (si possono variare tempi, complementi, pronomi, modalità) o logicamente (per inversione, negazione, consecuzione, ecc.), come nella poesia “Un ingrandimento si ingrandisce” (p. 47). Il testo si costituisce passo dopo passo concatenando intuitivamente queste variazioni, sfruttando le differenze espressive che esse suggeriscono. Questa opzione richiede probabilmente che l'insegnante crei un esempio suggerendo e spiegando le tipologie di variazioni possibili, da dettagliare in base alle conoscenze specifiche della classe.
  • La concatenazione Questa terza strada consiste nello sfruttare le sequenze logiche o consuete della formula base, per costruire un viaggio o una storia che ritorni costantemente sulle sue tracce. Questo può essere fatto in una singola frase in cui accumuliamo qualificatori o complementi, come in “Il sole è giallo” (p. 15). Questo può essere fatto anche in modo più esplicativo, come in “È la storia di una gallina” (p. 68). In quest'ultimo caso, potrebbe essere necessario aggiungere un vincolo affinché la narrazione/spiegazione ritorni alla parola o espressione di base (ogni 3 frasi, ad esempio).

In tutti i casi, una volta scritte, le poesie vengono presentate alla classe o esposte. Danno luogo a una discussione sul processo scelto e sugli effetti espressivi prodotti, rispetto o meno ai modelli utilizzati. Questa discussione può essere seguita da una nuova sessione di scrittura, per seguire un percorso diverso o migliorare le poesie.

Riferimenti

  • Il testo base: Christophe Tarkos, Caisses (P.O.L., 1998).
  • Una selezione di testi di Christophe Tarkos e una buona introduzione alla sua intera opera: Le Petit bidon e altri testi (P.O.L., 2019).
  • Testi critici su Christophe Tarkos: Christian Prigent, “Sokrat à Patmo”, prefazione a Écrits poétiques (P.O.L., 2008); Philippe Castellin, “Christophe Tarkos “poète de la lecture””, prefazione a L’enregistré (P.O.L., 2014); Samuel Lequette, “Lire Tarkos”, articolo sulla rivista online Sitaudis, Sezione “Pubblicazioni”, 8 gennaio 2009.

Scheda attività scritta da: Bruno Pellier

Head © © Parquerama Studios