Attività educativa attorno al cortometraggio The perfect magic
Praticare, con l'aiuto degli insegnanti, alcuni momenti di un processo di indagine: interrogazione, osservazione, esperienza, descrizione, ragionamento, conclusione.
Identificare gli stati della materia.
Conoscere le caratteristiche del mondo vivente.

The perfect magic © Taipei National University of the Arts
TitoloThe perfect magic
TemaAspetto, comunicazione
Genere e parole chiaveNarrativa, mago, magia, strada, spettatore, fuga, esclusione, differenza, tolleranza, solitudine, danza
Età (per film)3-11 anni
Durata05 min 11 s
RegiaWan-Jung Hsiao
MusicaMing-Yi Chen
ProduzioneTaipei National University of the Arts (Taiwan, 2014)
Analizza razionalmente alcuni trucchi magici.
In La magia perfetta, la magia non attira più alcuna attenzione. Né i trucchi del mago, che si può immaginare truccati, né la metamorfosi finale subita dall'artista, che è davvero fantastica, provocano alcuna reazione da parte dei passanti. Questa usura dello sguardo ci parla della nostra capacità di mettere in discussione ciò che vediamo, di interpretare la realtà.
Naturalmente, accanto al nostro ambiente spettacolare quotidiano (immagini trasmesse dal cinema, imprese promesse dalla scienza), gli effetti dei prestigiatori del XIX secolo, come quelli utilizzati nel film, non ci urtano più. Ma c’è sempre una sfida nel mobilitare il ragionamento scientifico per mettere in discussione gli effetti di cui siamo destinatari, quando le tecniche sono sempre più trasparenti (ritocco fotografico digitale, simulazione di immagini generate al computer).
Del resto, lo spettacolo di magia moderno, che può essere fatto risalire a Jean-Eugène Robert-Houdin (1805-1871), meccanico di orologi, creatore di automi, progettista di un teatro d'avanguardia ricco di apparecchiature che utilizzavano i risultati dell'elettromagnetismo, si basa su una tecnica nascosta.
Questa attività mira a studiare i trucchi magici per manipolare il ragionamento scientifico e proporre spiegazioni razionali. Senza la pretesa di smontare davvero nei dettagli i trucchi di magia esistenti (il che richiederebbe anche uno studio sui meccanismi psicologici di manipolazione dell'attenzione), si tratta piuttosto di concentrarsi sulla formulazione dei principi fisici e biologici che sembrano violati, in breve di rendere cosciente la base di principi scientifici che è coinvolta nella nostra comprensione del mondo.
Dovresti iniziare assistendo ad un vero e proprio spettacolo di magia con la classe (in alternativa puoi lavorare su sorgenti video). Questa sessione potrebbe essere preparata spiegando che il lavoro consisterà nel descrivere i trucchi, si possono fornire agli studenti fogli di input per annotare gli oggetti fisici coinvolti (oggetti di scena, animali, dispositivi, oggetti decorativi), i protagonisti sul palco (mago, assistente, spettatore) e gli effetti (cosa è successo?). Si tratta infatti di produrre una descrizione oggettiva, piuttosto che soggettiva.
Tornati in classe, i bambini raccolgono i loro dati e scelgono tra 5 e 10 trucchi (a seconda della loro complessità) per studiarli, cercando, con l'aiuto dell'insegnante, di specificare per ciascuno ciò che costituisce l'“effetto magico”, cioè il principio fisico o biologico violato. Il senso della discussione deve infatti essere quello di costruire gradualmente un repertorio di questi principi.
Ad esempio:
Infine, il lavoro può essere ampliato chiedendo ai bambini di immaginare i trucchi utilizzati per aggirare queste impossibilità nei trucchi in questione, sotto forma di semplici schizzi, basati sui disegni del film.
di magia."
Scheda attività scritta da: Bruno Pellier

