Attività educativa attorno al cortometraggio Dark Dark Woods
Identificare, per superarli, alcuni preconcetti e stereotipi culturali e artistici.
Rappresenta il mondo circostante o dai forma alla tua fantasia esplorando vari campi (scultura, fotografia, disegno).
Giustificare le scelte per tenere conto del percorso che porta dall'intenzione alla realizzazione.

Dark Dark Woods © The Animation Workshop
TitoloDark Dark Woods
TemaRapporto familiare, principessa
Genere e parole chiaveFantasia, relazione genitoriale, re, regina, castello, sogno, foresta, animali
Età (per film)9-11 anni
Durata07 min 44 s
RegiaEmile Gignoux
MusicaK. H. Lampl & K. Lampl
ProduzioneThe Animation Workshop (Danemark, 2017)
Una gita nel bosco per realizzare piccole sculture con elementi della natura.
Come descritto nel film, la foresta è l'opposto della piccola società del castello. È il luogo del selvaggio (dal latino silvaticus, “che vive nei boschi”), il cui aspetto minaccioso viene presto domato e che libera il carattere della principessa dalle regole domestiche che la costringono. È soprattutto una figura dell'inconscio. Ma se la metafora è così naturale è perché è presente in tutto il substrato di miti, leggende e tradizioni che circondano la foresta fin dai tempi più remoti.
Oggi, lo studio scientifico e le questioni ecologiche hanno eclissato i misteri ad esso legati? I mostri sono stati cacciati? Non così sicuro, visto il fervore attorno alle recenti scoperte sull’“intelligenza degli alberi” e il continuo sfruttamento di figure della mitologia silvana nella narrativa di genere (a caso dalle serie televisive, possiamo citare Jordskott, la foresta degli scomparsi, nel 2015, o White Zone, nel 2017, entrambi riferiti a Twin Peaks, 1990).
In questa attività proponiamo di combinare il sogno ad occhi aperti attorno a questi miti con la scoperta concreta degli elementi della vita selvaggia nella foresta. Si susseguono 3 passaggi:
1. Nelle immagini
In questa prima fase l'obiettivo è immergere i bambini nelle rappresentazioni della mitica foresta. Dopo aver visionato Dark Dark Woods, proponiamo un tour tematico, che sarà l'occasione per discutere delle immagini della foresta. Chi vive lì? Come è organizzato? Come entri? Notare le somiglianze, le opposizioni, ecc. I riferimenti utilizzati possono essere opere intere o solo estratti.
Suggerimenti: Lo Hobbit, di J. R. R. Tolkien (Gioventù tascabile, 2014) – passaggio nella Foresta di Bosco Atro, La principessa Mononoke, di Hayao Miyazaki (1997), I fratelli Grimm, di Terry Gilliam (2005), Harry Potter e la camera dei segreti, di J. K. Rowling (Gallimard Jeunesse, 2007) – passaggio sulla colonia acromantula, Il segreto di Terabithia, di Gabor Csupo (2007), Brendan and the Secret of Kells, di Tomm Moore e Nora Twomey (2009).
In secondo luogo o contemporaneamente, presentiamo in foto o video riferimenti alle opere e agli approcci di alcuni artisti di land art che lavorano nella o con la foresta. Cercheremo di spiegare le pratiche, le implementazioni concrete (campionamenti, movimenti, uso del corpo, scelta dei luoghi, ecc.) piuttosto che i concetti di storia dell'arte. L’importante è presentare una serie di “gesti” utilizzati per far emergere le immagini.
Suggerimenti: installazioni grafiche di Nils Udo e Andy Goldsworthy, costruzioni di David Nash o Michael Singer, igloo e tende di Mario Merz, disegni di Markus Raetz, pollini di Wolfgang Laib, movimenti di Giuseppe Penone.
2. Nella foresta
Questa fase consiste nell'organizzare un'uscita nel bosco durante la quale i bambini dovranno raccogliere materiali naturali, scegliere un luogo e creare sculture o installazioni immaginate sul posto. Le uniche istruzioni sono ispirarsi ad un mito o ad una storia legata al bosco e non stravolgere troppo la vita naturale. Ma i bambini possono arrivare anche a spostarsi, a sistemare un posto (come in Waldputz, di Michael Sailstorfer, dove l'artista puliva minuziosamente le foglie per
esporre la terra su un quadrato di circa 5 m di lato). L'insegnante può offrire strumenti per piccoli lavoretti (forbici, pale, filo). Alla fine della sessione, la scultura di ogni studente viene fotografata sul posto.
3. Indietro
Il terzo passo consiste nel raccogliere in classe le foto delle creazioni e chiedere a ciascun bambino di scrivere un breve testo o realizzare dei disegni per spiegare l'idea della propria scultura. Questa spiegazione può essere il progetto iniziale, oppure un'elaborazione a posteriori della foto, un'interpretazione delle immagini studiate nello step 1, dal momento in cui si mantiene una certa relazione esplicativa. Funziona come una “didascalia” della foto, il tutto essendo composto su un pannello. Tutti i pannelli verranno quindi visualizzati per la classe o per un pubblico più ampio.
Scheda attività scritta da: Bruno Pellier


