Il film racconta una storia semplice vissuta da tutti i bambini: come inventare un mondo immaginario per fuggire dalla vita quotidiana incorniciata dalle regole imposte dai genitori (e dall'intera società dietro di loro). L'ambientazione medievale aggiunge un tocco storico che cerca di scalfire, nella prima parte del film, l'immagine idilliaca della principessa.
Il film sfrutta la (piuttosto facile) opposizione tra natura e cultura. Il mondo sognato dalla piccola principessa è infatti quello della foresta minacciosa, popolata da creature spaventose al primo sguardo, il cui regno vegetale prende il sopravvento su tutto, dalle mura del castello agli oggetti della cultura a cui vogliamo conformarla. La grafica asseconda questa opposizione tra la rigidità geometrica del castello e la fluidità invasiva degli animali e delle piante del bosco.
La storia è quindi quella della scoperta da parte della principessa del valore della trasgressione. Ma l'esperienza è nella migliore delle ipotesi una piccola puntura, il personaggio che ritorna nella cerchia familiare, per condividere per un momento la sua scoperta. Nel processo, avremo navigato maliziosamente in un mondo di immagini cliché e intravedremo la possibilità del loro rovescio.
Comprendi la storia, il tema, esprimi la tua sensibilità ed esercita il tuo pensiero critico.
L'interesse di Dark Dark Woods risiede meno nel racconto che nelle riflessioni che ci permette di delineare sul valore iconico delle immagini (immagini intese come sintesi di rappresentazioni culturali).
Possiamo iniziare a discutere la nozione di stereotipo e identificare tutti quelli utilizzati nel film in relazione alle “storie di principesse”.
Sarebbe poi interessante pensare agli effetti delle immagini, come descritto nella parte del film in cui alla bambina viene insegnato ad assomigliare ai ritratti della pinacoteca. Possiamo estendere questa discussione mettendo in discussione la storia del posto delle donne nella società e in particolare le differenze tra l'immagine delle donne trasmessa dalla letteratura cortese (che persiste in gran parte nelle rappresentazioni contemporanee) e le realtà sociali del Medioevo classico.
Un altro ambito di discussione riguarda l’immagine del bosco. Come si oppone alla vita abituale della piccola principessa e perché? Il bosco è ancora oggi il luogo dell’ignoto? Anche il luogo del bosco, in quanto luogo di natura selvaggia e luogo di vita, merita una prospettiva storica.
1-Perché la bambina accetta di svolgere tutte le attività che le vengono imposte?
Un bambino dovrebbe fare quello che gli adulti gli chiedono... Una principessa ha dei doveri legati al suo rango, deve comportarsi in un certo modo, cosa che deve imparare...
2-Perché ha paura delle creature della foresta?
Sono mostri: creature sconosciute che vivono al di fuori degli umani. Provengono dalla foresta, che di per sé è un luogo pericoloso.
3-Perché possiamo dire che il mondo della foresta è l'opposto di quello del castello?
La foresta è organica, selvaggia, disordinata, libera, mentre il castello è minerale, partizionato, regolato, vincolato...
4-Quali sono tutti gli elementi che dimostrano che siamo in una “storia di principesse”?
Il castello, i costumi medievali, i dipinti, la servitù, le attività convenzionali (manutenzione, ricamo, musica, letteratura)...
5-Quali novità mostra il film riguardo alle principesse?
La loro vita era difficile, c’erano tantissime regole da imparare. Non erano necessariamente contenti della loro situazione limitata. Erano come prigionieri...
6-Nel castello a cosa servono i ritratti? Hanno un'influenza sulla vita della principessa?
Sono gli antenati della principessa. Sono l'immagine di ciò che dovrà diventare, dei modelli che dovrà riprodurre.
7-Perché la principessa si diverte così tanto con le creature della foresta?
Le fanno sperimentare ciò che normalmente non può fare. Non sono soggetti alle regole della vita del castello, infrangono queste regole. La portano fuori dal castello. Gli permettono di usare liberamente il suo corpo.
8-Cosa ha imparato la principessa?
Che la vita non si limitava alle regole dell'essere una principessa, che anche i suoi genitori potevano volersi divertire, che il modo in cui dobbiamo comportarci nella società è come un indumento che nasconde ciò che siamo veramente...
Riferimenti
Sulla storia delle donne: *Storia delle donne in Occidente - volume 2 Il Medioevo*, Georges Duby e Michelle Perrot, Christiane Klapisch-Zuber (dir.) (Plon, 1990).
Sulla storia del rapporto dell'uomo con la foresta: *Una storia della foresta*, di Martine Chalvet (Seuil, 2011).
Realizzato con il sostegno del Ministero francese della Pubblica Istruzione e del CNC.
Visione del film con la famiglia, attività didattiche con i genitori a casa e con gli insegnanti in classe.